Recentemente, Earth Day Italia ha avviato il progetto “Giovani e ambiente” per premiare e far conoscere l’impegno che le giovani generazioni quotidianamente impiegano per la salvaguardia della nostra casa comune.

In questa cornice, il 25 settembre, presso la sala Clementina delle Santa Sede, si è tenuto un incontro con il Santo Padre, che ha voluto lanciare un messaggio molto potente ai 50 giovani presenti: “Voi non siete il futuro, siete il presente. Noi siamo in evoluzione e dobbiamo andare avanti, dovete farlo per il vostro futuro e quello dei vostri figli.
Vi auguro di fare chiasso, fatevi sentire!”
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È dunque il momento di Fare chiasso!

Il 2021 può rappresentare l’anno della svolta, i giovani stanno finalmente alzando la voce e si stanno rendendo protagonisti dei cambiamenti. Le nuove generazioni stanno dimostrando che hanno voglia di agire in prima persona.

La preCOP26 tenutasi a Milano dal 28 al 30 settembre è stato solo l’inizio. L’evento ha riunito 400 giovani da tutto il mondo, uniti dal desiderio comune di creare un dialogo con i decision makers che saranno presenti alla COP26 di Glasgow. L’evento è stato fortemente voluto dal Governo Italiano, che assieme al Regno Unito, ha dato la possibilità di intervenire ad un gruppo di ragazzi, che nonostante la loro giovane età, sono ampiamente consapevoli dei problemi climatici e sociali che affliggono il pianeta.

Se c’è qualcosa che la pandemia ci ha insegnato è che dovremmo prestare attenzione all’impatto e alle ripercussioni che le azioni dell’uomo hanno sull’ambiente, sulla biodiversità e sulla vita degli animali. Vedere come il pianeta si sia ripreso i suoi spazi e sia tornato padrone, dovrebbe farci riflettere, e allo stesso tempo, darci la speranza che un’inversione di rotta è ancora possibile. Ma per agevolare questo cambio di rotta bisogna agire. Per questo centinaia di giovani hanno prestato la loro voce durante la preCOP26.

La speranza è che per la prima volta il messaggio delle nuove generazioni arrivi forte e chiaro direttamente alle istituzioni di tutto il mondo. Durante la COP26, che si terrà dal 31 ottobre al 12 novembre, verrà consegnato il documento prodotto durante lo Youth4Climate di Milano. L’ambiziosa dichiarazione elaborata dai delegati verte principalmente su quattro macro temi: ambizione climatica, ripresa sostenibile, coinvolgimento degli attori non statali e una società più consapevole delle sfide climatiche.

Ambizione climatica e coinvolgimento degli attori non statali. Essendo i protagonisti del futuro e dovendo affrontare le problematiche a lungo termine che affliggono il nostro pianeta, i giovani hanno chiesto ai Governi di essere coinvolti nei processi decisionali riguardanti la lotta al cambiamento climatico. I ragazzi hanno sottolineato la necessità di nuovi finanziamenti per la lotta alla crisi climatica, in particolare per incrementare i fondi per i Paesi in via di sviluppo, estremamente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico.  La richiesta più ambiziosa è rivolta però al settore di produzione, i giovani vorrebbero che il settore venisse rivoluzionato: obiettivo zero emissioni. Entro il 2030 vorrebbero la chiusura delle industrie di fonti fossili e la cessazione dei finanziamenti da parte dei Governi.

Ripresa sostenibile. Secondo i giovani, la ripresa del mondo post-pandemico dovrà incentrarsi su una transizione energetica, a favore delle fonti rinnovabili e sostenibili, sul rispetto dell’uomo e delle popolazioni locali.

Società più consapevole delle sfide climatiche. Infine, per far sì che le generazioni future crescano già con la consapevolezza di quanto sia importante preservare il nostro pianeta, i ragazzi chiedono un sistema educativo che sia in grado di creare una coscienza climatica negli studenti.

Nelle parole racchiuse in questo documento emerge l’esigenza di ottenere giustizia. I giovani stanno lottando per la giustizia climatica, sociale, e soprattutto generazionale. I ragazzi stanno pagando per gli errori di ieri e per il disinteresse che in passato ha caratterizzato le azioni quotidiane.

È il momento di agire e di attivare una conversione ecologica concreta, all’insegna dei principi dell’enciclica Laudato Sì.