“Diseguaglianze: cambiare qui ed ora”

Questo il titolo del Seminario di studio tenutosi a Roma giovedì 19 dicembre 2019 con la straordinaria presenza dei vincitori dei concorsi di disegno, fotografia e video lanciati circa lo scorso anno dai promotori della Campagna “Chiudiamo la forbice. Dalle diseguaglianze al bene comune: una sola famiglia umana”.

All’iniziativa sono intervenuti Azione Cattolica Italiana, Acli, Caritas Italiana, Coldiretti-Fondazione Campagna Amica, Comunità Papa Giovanni XXIII, Earth Day Italia, Fondazione Finanza Etica, Focsiv, Missio, Sermig-Arsenale della pace, testimoniando il proprio impegno di animazione e sensibilizzazione sui temi della povertà e delle diseguaglianze su tutto il territorio nazionale.

Nella cornice della Sala Barelli della sede nazionale dell’Azione Cattolica in via Aurelia, ha proposto un approfondimento su tecniche e possibilità di cambiamento nell’educazione dei ragazzi “qui e ora” in Italia. Sono intervenute: la D.ssa Carina Rossa, Membro del Consiglio Direttivo della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes , la Prof.ssa Laura Migliorini dell’Università di Genova, Direttore Scientifico di Investing in Children – Alleanza contro la povertà minorile in Italia, Don Giuseppe Pizzoli, Direttore di Missio Italia. 

Gli interventi 

La Tavola rotonda è stata introdotta e moderata da Primo Di Blasio di FOCSIV, così come i lavori di gruppo tematici del pomeriggio. 

Carina Rossa ha affrontato il tema delle povertà educative nel mondo e la cultura dell’incontro. “Nessuno può educare se non ha un sogno”, ha esordito Carina Rossa. “Papa Francesco ha sempre creduto nell’educazione e continua a ripetere che per cambiare il mondo bisogna cambiare l’educazione”.   Lo psicologo statunitense Jerome Seymour Bruner diceva che “l’educazione è pericolosa, alimenta le possibilità”, ed è l’esatto contrario di chi domina, che vuole riprodurre senza mai generare cambiamento. La Schola Occurrentes, ha continuato Carina Rossa, è nata 20 anni fa in Argentina per iniziativa del cardinale Bergoglio che ha chiesto agli studenti come vedono la loro città: la scuola sta dando risposte per un miglioramento della città? Dietro a questa domanda c’era già allora la convinzione che la scuola non deve essere solo un trasferimento di dati e nozioni, ma deve creare cultura, inserendosi come parte attiva nel contesto in cui è inserita. Sono scaturite proposte concrete e la prima legge sulla “città educativa”, e poi i sodalizi: una scuola di periferia che si associa con una scuola di città. E qui Bergoglio capovolge l’idea: è la scuola di periferia che aiuta la scuola di città a riformulare valori e processi educativi secondo logiche nuove che partono, appunto, dalla periferia. Obiettivo della Fondazione, che lavora con diverse progettualità nelle scuole italiane, è ristabilire i valori, soprattutto creare patti educativi.

Laura Migliorini ha parlato dell’importanza di fare alleanze contro la povertà, a partire dai primi anni di vita di un bambino. Prima di raggiungere l’adolescenza, un ragazzo ha già alle spalle 15.000 ore passate davanti ad un tablet, tante quante ne servono per formare un musicista. Cosa vuol dire questo in termini di potenzialità ma anche di rischi e di derive?

Don Giuseppe Pizzoli ha parlato del compito del missionario che è quello di entrare nelle culture, inserirsi nelle tradizioni, valorizzarle ma anche liberarle, alla luce del Vangelo, dalle paure e dalle superstizioni. Ha raccontato la sua esperienza in Brasile, e dei falò che venivano accesi la notte del 23 giugno, vigilia della Festa di san Giovanni Battista. Perché si accendevano i fuochi? Per superstizione, per tenere lontani gli spiriti, il malocchio… Quasi nessuno sapeva realmente il perché. E invece quel fuoco nella tradizione annuncia a Maria la nascita del figlio di sua cugina Elisabetta. Le indica la strada. Altro che superstizione! “Abbiamo come comunità rivalorizzato quella festa, quel falò,” ha ricordato don Pizzoli, “ed è diventato per la comunità un appuntamento bellissimo e ricco di significato”. Ecco il compito del missionario: rivalorizzare una cultura, agli occhi del vangelo. 

Le premiazioni 

Un momento attesissimo nel seminario è stato quello delle premiazioni. La campagna infatti sin dal suo avvio è stata accompagnata da un concorso fotografico e video rivolto a tutti, scuole, parrocchie, gruppi, associazioni, …  e di disegno per i bambini sotti i dodici anni. L’obiettivo, rappresentare e trasmettere in modo efficace i temi della Campagna. Tutti coloro che vi hanno partecipato hanno fatto pervenire i propri elaborati entro il 31 ottobre 2019 per essere valutati, selezionati e premiati in occasione del Seminario di dicembre. 

La premiazione è stata condotta da Roberta Cafarotti di Earth Day Italia, e ha avuto momenti davvero emozionanti: “Mano a mano che arrivavano i lavori, ha esordito Cafarotti, “ci siamo accorti che la valutazione competitiva non rispondeva alle esigenze della campagna, ovvero i bambini, i ragazzi, le scuole, gli adulti ci regalavano via via intense emozioni e stimoli. Ci sembrava giusto, quindi, riconoscere l’impegno di tutti quanti. Anche noi qui in Italia abbiamo bisogno di risvegliare quei falò che ci indicano la strada: nei lavori che sono arrivati abbiamo visto tanti falò, piccole luci che si accendevano lungo il cammino”. La premiazione ha riguardato tutti i partecipanti dei concorsi, ciascuno con motivazioni specifiche.

Il primo ad essere premiato con una foto e un video è stato l’oratorio di San Domenico Savio di Piedimonte Matese in provincia di Caserta. La responsabile del Centro Missionario Diocesano di Alife Caiazzo, Annamaria Gregorio, ha portato alla premiazione alcuni ragazzi del gruppo, insegnanti e genitori.  I ragazzi hanno fatto centro, si legge nella motivazione. Per combattere le disuguaglianze occorre unirsi e stringersi, occorre portare luce dove c’è ombra e con impegno e speranza il mondo diventerà migliore, capace di sorridere”.   Si tratta di una foto (e un video) dove i ragazzi formano un cerchio a forma di cuore, vestiti di giallo (il sole che illumina) e verde (la speranza). Tutti equidistanti, ha detto una delle ragazze partecipanti, dal centro che per noi è Gesù.

E’ stata premiata la parrocchia di Santa Croce nel comune di Raviscanina, provincia di Caserta, con il disegno dal titolo “Spezzare il pane”.  Si legge nella motivazione: “Spezzare è un verbo duro, evoca conflitti e divisioni, però basta cambiare semplicemente lo sguardo sulle cose e improvvisamente lo spezzare riferito al pane diventa un atto di generosità e altruismo. Per chiudere la forbice questi ragazzi ci invitano ad usare i talenti piuttosto che accumulare ricchezza, per condividere.” Una delle ragazze presenti alla consegna del premio ha affermato: “il pezzo di pane che è nel disegno per noi è l’eucaristia: spezzare il pane vuol dire condividere con gli altri la nostra vita, le nostre diversità. Solo così si chiude la forbice!”. 

Altro premiato è stato il video “Comincio io”, dell’Istituto comprensivo Nicotera-Costabile di Acqua Fredda, frazione montana del comune di Lamezia Terme, provincia di Catanzaro.  Lo sguardo globale e locale sulle ingiustizie ha fatto dire a questi ragazzi comincio io: la loro consapevolezza è la ricetta migliore per chiudere la forbice”, si legge nella motivazione.  Ad accompagnare i ragazzi venuti appositamente per ricevere il premio c’era sr. Francesca Donzelli, francescana angelina, loro insegnante di religione dell’anno scorso che era venuta a conoscenza del concorso attraverso il segretariato delle missioni della sua congregazione.  “E’ stata un’opportunità di riflessione su due parole: disuguaglianza e bene comune. Innanzitutto abbiamo scoperto che la radice delle due parole è dentro ognuno di noi, e quindi è stato chiaro fin da subito che dovevamo riportare il discorso su realtà vicino a noi, con la domanda: dove io posso cambiare? come posso costruire bene comune? Ed è su questo che i ragazzi si sono mossi”. Gli episodi concatenati nel video, continua sr. Francesca, sono episodi accaduti in classe o nella vita quotidiana. “I ragazzi hanno elaborato questi gesti, li hanno raggruppati sotto forma di racconto, hanno disegnato il gesto ed è stato fatto il video che è davvero un lavoro corale di tutti”. Bisogna sapere dov’è la scuola primaria di Acqua Fredda, continua sr. Francesca, ovvero in un territorio di montagna alle spalle di Lamezia. “Una scuola con sole due pluriclasse, non è certo il centro del mondo, nemmeno per l’Istituto Comprensivo alla quale appartiene. Quindi partecipare a questo concorso è stato cercare di far aprire gli occhi, ampliare gli orizzonti per questi ragazzi. Abbiamo coinvolto tutti: le insegnanti, i bidelli, ma i veri protagonisti sono stati i ragazzi che hanno voluto venire qui a Roma partendo il giorno prima da Acqua Fredda per essere presenti alla cerimonia”.

Poi è stata la volta di Stefano Angiulli di soli 5 anni da Chieti che, aiutato dalla mamma, ha realizzato il disegno dal titolo “La vita è difficile ma essere grati aiuta”. Stefano accompagnato dai genitori, con il pensiero rivolto al fratellino di un anno e mezzo rimasto a casa, ha partecipato con grande entusiasmo all’intera premiazione contagiando tutti con la sua allegria. 

E poi Mariangela Pelito di Avellino con la foto dal titolo “Dalle inter-azioni alle rel-azioni per una cultura del rispetto”. Ecco la motivazione: “Un abbraccio: è possibile immaginare un modo migliore per incontrarsi, per chiudere i divari? per abbattere i muri? Ma l’abbraccio è autentico e profondo, perché ha fatto sentire tutti appartenere alla stessa famiglia umana”.  “Questa foto”, ha detto Mariangela, “è frutto di un percorso nelle scuole di Avellino e provincia di incontro con l’altro. Abbiamo cercato di lavorare con i ragazzi per vedere quali dinamiche non consentono l’accoglienza e quali invece la consentono. Abbiamo cercato di portare il concetto di differenza anche invitando Ismaele, senegalese richiedente asilo: prima c’era un muro, l’altro era visto come diverso. Poi questo muro è stato abbattuto”.

Altra foto premiata: “Scarpe nel mercato di Tblisi- Georgia” di Anna Berti Suman di Morlupo-Roma: in alto le scarpe di marca, in basso gli scarti, in mezzo vuoto da colmare. La motivazione: “La foto racconta il mercato che domina le nostre vite, che produce scarti umani e si sofferma su quello spazio desolato tra chi ha molto e chi nulla, l’emozione che suscita spinge ad unire i lacci, a chiudere quel vuoto creato dal profitto con il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente”. L’autrice per motivi di salute, non è potuta intervenire personalmente e dall’ospedale dove si trovava ricoverata ha fatto pervenire i suoi personali ringraziamenti. Ha ritirato il premio a suo nome Roberta Dragonetti di Caritas Italiana la quale provvederà personalmente alla consegna appena possibile.

Altra foto premiata, “La ragazza della strada” di Marco Tassinari, della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini. Motivazione: “La meravigliosa foto, racconta di una ragazza, non di strada, ma “della strada”, un volto angelico nel buio di una notte piena di rapaci e predatori. Un sorriso per la proposta gentile di andare via appena ricevuta e per la preghiera ricevuta. Poi ci si chiude di nuovo, oltre un finestrino con l’incertezza del destino dell’angelo e con la certezza che quell’angelo ci ha reso migliori. Per chiudere la forbice occorre uscire in strada!” 

Altro video premiato è stato “Sogno di un mondo” dei ragazzi dell’Istituto Benedettucci di Montelupone, in provincia di Macerata. Motivazione: “I ragazzi hanno puntato sulla bellezza generativa. Il lavoro prodotto è il frutto di un percorso che i ragazzi hanno svolto sulle tematiche pace e conflitto, conflitto anche positivo per crescere, forbice che si chiude in modo diverso per approcciare la vita e la quotidianità”. Sempre da Macerata arriva la fotografia “Pace è la legge della vita” e i due video premiati dal titolo “Tutto ciò sarà possibile” e “Siamo noi a scegliere il destino del mondo”; sono il frutto di un percorso portato avanti con gli alunni delle terze classi dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cingolani di Montecassiano, provincia di Macerata, di cui ce ne ha parlato Elisa Merilli. Motivazioni “Il primo passo per ‘chiudere la forbice’ è la consapevolezza del nostro contributo positivo o negativo alle sfide globali, le ragazze e i ragazzi che vi hanno partecipato ci ricordano che dipende dalle nostre decisioni perché ‘siamo noi a scegliere il destino del mondo’.” 

E’ stato premiato anche il disegno di Marta Sanchese e Gabriella Luparelli dell’Istituto  socio-educativo per minori “Perla” delle Figlie del Divino zelo di  Brindisi. Il disegno ha per titolo “Diamo un taglio alle distanze”. Motivazione: E’ un disegno ricco, come il mondo dei ragazzi: E’ molto più di un logo, le emozioni emergono, hanno colori ed espressioni, Marta e Gabriella ci raccontano che possono unire e che sono la spinta fondamentale per dare un taglio al divario”.  La Madre superiora Sr. Cayao Arlene e Federica Desiato psicologa del centro, erano presenti alla premiazione: “Il concetto fondamentale che abbiamo seguito è che solo insieme possiamo chiudere il divario. La forbice è fatta in due parti: da una parte la povertà sia materiale che interiore, dall’altra la ricchezza. E’ solo dall’incontro delle parti che si chiude la forbice. Da notare la scelta delle ragazze di usare gli emoji come messaggio universale”. 

Ci sono dei bambini che hanno vinto ma non sono potuti venire a Roma per ritirare i loro premi, ha concluso Roberta Cafarotti. “Ci dispiace che non ci siete oggi ma nei nostri cuori ci siete!” E un’onda di applausi ha coinvolto tutti i partecipanti al Seminario per ringraziare e salutare coloro, che per vari motivi non sono potuti intervenire alla premiazione. 

Tra questi sono stati menzionati Francesco Sera di 6 anni di Rocca d’Arce di Frosinone con il suo disegno “La linfa è vita, l’albero è il mondo” e il fratellino Alessandro Sera di 4 anni con il suo disegno “Zac – Zac – Zac. Guariamo naturalmente le ferite del nostro mondo, diventiamo uguali; Maria Corno di Giussano, Monza di 9 anni con il suo disegno “Pace e amore – Tutti in un’unica famiglia umana”; Lucia Gambardella di Molfetta, provincia di Bari di 6 anni con il suo disegnoI bambini colorati e infine la sezione gialla della Scuola d’Infanzia Grazia Deledda di Bologna con il disegno “Dobbiamo stare vicini, perché se hai paura… insieme viene il coraggio”.

 

La motivazione di questo ultima piccola-grande opera ci sembra possa riassumere il senso di questa giornata e rilanciare l’impegno che la Campagna continuerà a portare avanti con l’aiuto di tutti: “Una bellissima nave carica carica di bambini. E’ un po’ come l’arca di Noè: tanti bambini tutti diversi in mezzo al mare della vita, ognuno differente, ognuno bellissimo a modo suo, una ricchezza immensa che occorre salvare. Loro sanno come: non da soli sulla barca più veloce e sicura del mondo ma insieme e vicini per affrontare le insidie delle onde.”

Grazie a TUTTI con i più sentiti Auguri di Pace e di Amore per il Santo Natale🌟

Paolo Annechini
Roberta Dragonetti