IN ASCOLTO DEL GRIDO DELLA TERRA E DEI POPOLI DELL’AMAZZONIA

Schede didattiche e video in vista del Sinodo

di Paolo Annechini, Fondazione Missio

La fondazione Missio ha pubblicato sul suo sito www.missioitalia.it quattro schede didattiche e sei video per animare sulle tematiche dell’Amazzonia le comunità, i gruppi, le scuole in Italia. Curate da Felice Tenero le schede riguardano la terra, i popoli, la chiesa i testimoni (martiri) di questa enorme foresta che è sotto i riflettori della chiesa e della società civile. Infatti nel mese di ottobre 2019 la chiesa ascolterà il ‘grido dell’Amazzonia’ attraverso voci e testimonianze durante l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, convocata da Papa Francesco: “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”: è il tema di questa assemblea scelto da Papa Francesco.
L’AMAZZONIA: terra dai grandi numeri
Con 7 milioni di kmq, l’Amazzonia contiene il 34% delle foreste primarie e fornisce l’habitat al 30% della flora e della fauna del mondo; ma è anche terra in cui vivono 33 milioni di persone, alcune delle quali aspettano ancora di ricevere il primo annuncio cristiano. Per questi motivi è nel cuore dei Papi da molti anni, tanto che già san Giovanni Paolo II, rivolgendosi alle popolazioni indigene in un discorso tenuto a Manaus nel 1980, esprimeva la sua preoccupazione per questa terra. Attenzione che si è mantenuta viva anche durante il pontificato di Benedetto XVI e che ha portato Papa Francesco all’iniziativa del prossimo ottobre. Annunciando l’evento, Papa Francesco ne ha anche definito l’obiettivo: “Scopo principale di questa convocazione è individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”.
“AMAZZONIA: nuovi cammini per la chiesa e per una ecologia integrale”.


E’ il titolo del Sinodo e anche del documento preparatorio, e contiene riflessioni che superano l’ambito strettamente ecclesiale amazzonico, protendendosi verso la chiesa universale ed anche verso il futuro di tutto il pianeta. Il testo, che segue il metodo del Vedere, Giudicare/Discernere, Agire, termina con delle domande aperte: come immaginare il ‘futuro sereno‘ ed il ‘buon vivere‘ delle future generazioni?, come collaborare alla costruzione di un mondo capace di rompere con le strutture che uccidono la vita, e con le mentalità di colonizzazione?, come costruire reti di solidarietà e di inter-culturalità e soprattutto qual è la missione particolare della Chiesa oggi, di fronte a questa realtà?
La REPAM
I responsabili della chiesa in zona amazzonica si sono interrogati su problematiche comuni: la contaminazione dei fiumi, la distruzione delle foreste, l’invasione e la contaminazione dei cercatori d’oro e di metalli, la presenza delle multinazionali, l’isolamento dei gruppi etnici che da sempre vivono nella foresta, la povertà degli indigeni, la perdita dei modi di vedere e di pensare degli antichi… Persino la foresta sta cambiando: si brucia, si tagliano alberi e si vendono, si aprono strade, si passa con gasdotti, si fanno porti… Spinti da tutti questi problemi hanno costituito la REPAM (Rete Ecclesiale Panamazzonica), un tentativo di camminare insieme.


Nel tempo della lettura di queste righe se ne sono andati 200 ettari di foresta amazzonica. Infatti, mons. Eugenio Coter, vescovo del Pando in Bolivia e coordinatore REPAM, afferma che “in Amazzonia si taglia o si brucia un ettaro di foresta ogni 10 secondi”. Allora è facile capire che – anche se sembra lontana (8.700 Km di distanza dall’Italia), l’Amazzonia è così influente nella nostra vita che sembra dietro l’angolo. Per noi italiani e per il resto del mondo!
Le schede e i video contengono notizie, informazioni, documenti, testimonianze e stili di vita. “Hanno lo scopo di sensibilizzare per divenire partecipi delle grandi sfide che interessano il nostro pianeta”, afferma don Felice, il coordinatore dell’iniziativa. I video che accompagnano le riflessioni contenute nelle schede. sono prodotti da Luci nel mondo, associazione specializzata nella realizzazione di documentari sulle problematiche e sulle speranze dei vari sud del mondo.

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